intorno al rifugio

Geograficamente collocata sul versante garfagnino delle Alpi Apuane, Arni è la frazione più settentrionale e più alta (916 m.) del comune di Stazzema. Il Monte Altissimo la separa dalla Versilia e da Massa con le quali comunica attraverso la galleria del Cipollaio e quella del Passo del Vestito. La valle che ospita il paese si addentra per circa 3 Km da ovest verso est ed è dominata dal Monte Macina con il gruppo del Sella e dal Monte Fiocca.

 

Anche storicamente Arni è legata alla Garfagnana, in particolare al territorio di Vagli a cui si collega attraverso Passo Sella e la valle di Arnetola. Il borgo, infatti, nato agli inizi del 1800 da preesistenti abitazioni di pastori, accolse nel 1822 alcuni pastori provenienti da Vagli che, col permesso del Vescovo di Sarzana, costruirono un Oratorio intitolato a Sant' Agostino cui furono assegnati i molti beni del soppresso convento delle Agostiniane di Vagli Sotto. Quando la popolazione aumentò, con l’aiuto del Duca di Modena venne ampliata la Chiesa. Il suo caratteristico campanile fu costruito dagli abitanti tra il 1910 e il 1927 con blocchi di marmo che gli uomini portavano la sera quando rientravano dalle cave.

 

Un tempo, nella valle, erano molto sviluppate le attività agro-pastorali in particolare con l'allevamento di ovini e la produzione di latte, formaggi e lana ma dall’apertura della prima cava di marmo nel 1849 ad opera di Saucholle Henruaux l’economia del paese è rimasta principalmente legata all’escavazione del marmo.

 

Alla zona di Arni è legata anche la storia della geologia. Infatti, nei pressi del paese, in località Campagrina, sono presenti tracce dell’estrema espansione di un ghiacciaio di medie dimensioni che all’acme dell’ultimo periodo glaciale occupava la valle del canale delle Gobbie a nord del Monte Altissimo. Esattamente in questo luogo, nel giugno 1872, il geologo e paleontologo Antonio Stoppani, più o meno contemporaneamente ad un altro importante studioso, Igino Cocchi, individuò le tracce della glaciazione quaternaria in Italia al di fuori delle Alpi. La prima prova evidente rinvenuta fino a quel momento lungo tutto l’Appennino.

“quella morena mostrava d’un tratto alla mia fantasia la catena delle Alpi Apuane tutta coperta di nevi, come le cime del monte Bianco e del Monte Rosa. Mi vedevo davanti quel vasto circo, chiuso a sud-ovest dal monte Altissimo(…). Quel doppio ghiacciaio è scomparso; ma la sua fronte è là ancora, delineata dalla morena, cioè da un gran cumulo di sassi tutti di bianco marmo, che accenna a sbarrare tutta la valle d’Arni (…)”  (da Il Bel Paese  - 1876)

Itinerari

Le Alpi Apuane sono montagne di grande suggestione per la loro imponenza, l’aspra morfologia, la ricchezza di ambienti e paesaggi che custodiscono, l'antica presenza dell'uomo e delle sue attività che qui hanno lasciato importanti testimonianze di storia e cultura, di vita, fatica e dolore. I dintorni del Rifugio offrono itinerari di vario interesse e difficoltà sia per i più esperti e amanti della salita alle vette e delle traversate che per chi ama semplici ma soddisfacenti passeggiate.

Ne riportiamo qui di seguito alcuni tra i tanti, con partenza dal Rifugio.

 

Monte Macina (1560 m.)
- dal rifugio si segue il sentiero di raccordo con il n.155 e incrociato quest’ultimo si prosegue fino allo schienale dell’asino, da dove con il n.150 si giunge all’attacco della cresta est. Superata la cresta est si sale alla cresta nord. (Possibiltà di rientrare al rifugio con percorso ad anello)
- sempre con il sentiero di raccordo che parte dal rifugio , si va ad incrociare la marmifera per Passo Sella (cui si perviene anche da Arni con il sentiero CAI n.31). Da qui si continua fino alla galleria e in prossimità di questa si attacca la salita alla cresta nord. (Possibiltà di rientrare al rifugio con percorso ad anello)

Monte Sella (1739 m.)

- con il sentiero di raccordo che parte dal rifugio , si va ad incrociare la marmifera per Passo Sella (cui si

Monte Macina
Monte Sella
Passo Sella
Monte Fiocca
Monte Sumbra
Monte Altissimo

perviene anche da Arni con il sentiero CAI n.31). Da qui si segue il primo tratto della dismessa ferrata Vecchiacchi, lungo il versante orientale per poi deviare verso l’antecima sud e proseguire per la vetta ed il pianoro sommitale attraverso alcuni gradini scavati nella roccia. (Possibiltà di rientrare al rifugio con percorso ad anello)

Monte Sumbra (1765 m.)
- dal rifugio si scende al parcheggio del paese e da qui con il sentiero CAI n.144 si passano le case degli Orioli e si comincia a salire  fino al Malpasso. Si raggiunge il bosco del Fatonero, dopodiché si arriva a Passo Fiocca da dove con il sentiero attrezzato Malfatti si arriva alla base della vetta raggiungibile in 5 minuti. (Possibiltà di rientrare al rifugio con percorso ad anello)

Monte Altissimo (1589 m.)
- dal rifugio si prende il sentiero CAI n.33 che ci porta in località Le Gobbie. Da qui si sale al Passo degli Uncini sia direttamente con il 33 sia con il 41 per la Foce del Frate e da qui verso il Passo degli Uncini. Dal Passo, con sentiero di crinale, in circa 1 ora, si raggiunge la vetta. (Possibiltà di rientrare al rifugio con percorso ad anello)